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Ho ascoltato il nuovo album degli
Slipknot, come molti mi avevano chiesto di fare.
In realtà ero molto curioso già di
mio, avendo apprezzato la fortissima originalità di "Slipknot
e l'irruenza di "Iowa".
Stavolta però ero scettico, forse proprio perchè tutti
mi dicevano che questo era "inaspettatamente"
bello, e rimandavo di molto il primo ascolto.
Oggi, con testi a fronte e orecchio appizzato, mi sono messo attentamente
all'ascolto de "i versi subliminali" (The subliminal verses).
Prima traccia, seconda, terza.. Ed ecco che i 9
invasati di Des Moines, da bravi folli scoppiati quali sono, riescono
di nuovo a lasciarti a bocca aperta tirando fuori l'album che mai
ti saresti aspettato.
Le novità sono parecchie, e non mi riferisco alle nuove maschere.
Intanto i 9 di casa si sono concentrati inaspettatamente su una
ricerca melodica, non apportando sostanzialmente
nessuna novità per quanto concerne il loro profilo pesante.
Riescono però ad organizzare notevolmente meglio le loro
canzoni, senza perdere le loro caratteristiche principali: chitarre
molto anni 80 alla Slayer, percussioni alla Sepultura, voce core,
e sonorità industriali/crossover a cui siamo già abituati.
Ciò a cui non siamo affatto abituati è la nuova contaminazione
post-grunge/emo/numetal. Corey Taylor, reduce dall'esperienza
con i riformati Stone Sour che lo ha consacrato come una delle voci
più poliedriche del panorama Metal/Crossover, ci delizia
addirittura col suo caldo cantato melodico/pulito (finalmente!)
con il quale apre il cd e sfancula coraggiosamente
tutto quello che i fan degli Slipknot si sarebbero aspettati di
sentire.
Il cambiamento di rotta più grande però, non
è quello strettamente musicale, come molti ascoltatori poco
attenti potrebbero sostenere.
Chi conosce gli Slipknot, sa che persino nel loro primo album hanno
dimostrato di saper integrare egregiametne il melodico con il proprio
stile brutale (si veda ad esempio il singolo "Wait and bleed").
Anche la "nuova" pulizia e chiarezza compositiva d'altronde,
la conoscevamo già (esempio in "Stamina").
La vera novità sono i testi: pulitissimi, per la
prima volta. Aspettandoci ciò a cui ci avevano abituato,
si rimane decisamente stupiti nel trovare frasi di senso compiuto
e che non siano solo una rozza accozzaglia di insulti, improperi,
bestemmie e quant'altro riversati come fiele per tutto il disco;
la cosa più sconvolgente poi è che nonostante questo
cambiamento il tutto rimane invariato, cioè non perde l'energia
e la follia che a questo punto pretendiamo dagli
Slipknot.
Infine, la tecnica dei 9 non può non impressionarci ancora
una volta, in particolare in canzoni che potrebbero sembrare semplicissime,
per la stessa semplicità con la quale la band affronta soluzioni
davvero ostiche.
La linea melodica non è più appannaggio della sola
voce, ma è guidata anche dalle chitarre. Le percussioni la
fanno da padrone, come e più di prima, risultando di una
precisione e di un'efficacia difficilmente riscontrabile in altri
gruppi.
Le interruzioni emo li avvicinano a gruppi hardocore/emo quali i
Killswitch engage o i Poison the well.
Concludendo, senza togliere niente all'energia deviata
dei tre album precedenti, in questo quarto lavoro ufficiale (terzo
per il grande pubblico), gli Slipknot hanno saputo sfruttare
a pieno le proprie possibilità, senza sacrificarne
una piuttosto di un'altra e giocandosi tutte le proprie carte, lasciando
emergere a pieno la propria personalità.
E' un album praticamente perfetto. Unico contro,
a parer mio, è la totale assenza di linee vocali
rap sulle loro canoniche strofe brutali (di cui troviamo
paradossalmente un esempio anche nell'album degli Stone Sour, con
"Get inside"!), mancanza che ci obbliga a riascoltare
anche i lavori precedenti. E' evidente che i 9 mascherati volessero
virare verso il metal, allontanandosi decisamente dal crossover,
ma va bene così.
Come primo ascolto, consiglio
la stupenda "vermillion", la sofferta "Prelude 3.0",
per gli amanti del post grunge l'ipnotica "Danger - Keep away"
e la dolcissima "vermillion part.2", e per i nostalgici
del trash metal anni 80/90 "Opium of the people".
Per i fan di vecchia data invece, "The blister exists"
vi stupirà con le sue percussioni e "Duality",
"Pulse of the Maggot", e "Three Nil" non vi
lasceranno assolutamente insoddisfatti.
All that
I wanted...The dreams I had before
All that I needed... I've never needed more
All of my questions are answers to my sins
All of my endings waiting to begin
(Slipknot - Circle)
posted by yu5aku @
00:41 AM
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